4 settembre 2005 Bologna @ Independent Days festival - Bad Religion + Social Distortion + Queens of the Stone Age + Peawees + indifferenza

PICCOLA NOTA PRIMA DI COMINCIARE: sinceramente la scaletta di questo festival mi è parsa di scarso interesse. per dirla a modo mio, chi ha chiamato i gruppi era palesemente ubriaco. quindi lo scritto che segue più che un live report è un racconto di vita vissuta. se ti senti troppo superiore per tutto questo lascia perdere e clicca qui.

il Rock in Idro è finito e la nottata è stata a dire poco estrema. L'episodio più carino è accaduto alla stazione Centrale di Milano dove, dormendo sul lurido pavimento come le peggio merde davanti alla stazione chiusa, alla mercé di abominevoli scarraffoni (non scherzo), in compagnia di fricchetton-mezzo punk sedicienni il cui maggior problema era l'inizio della scuola (beati voi) arriva un b-boy di colore con canottierone da basket e pantalonazzi oversize preceduto da una colonna sonora rap sparata a bomba nelle cuffie del walkman (!) che comincia a fare avance più o meno a tutte le presenti risparmiando però la mia metà, bravo, ma svegliando dal sonno il sottoscritto, cattivo. dopo vari rifiuti delle gentili donzelle, alcuni educati altri meno, scattano da parte sua le minacce di morte in arabo (non si sa bene per cosa, se minacci delle tipe perchè non ci stanno tanti saluti, saremmo più o meno tutti dei pluriomicidi). reso evidente il suo stato di ebbrezza/fattezza viene gentilmente pregato di schiodare. e tutto finisce lì. il bello è che le guardie giurate non hanno mosso un dito. bene. detto questo passiamo alla roba seria. il fido treno delle 5.55 di mattina ci trasporta a Bologna alle 8.30, il viaggio trascorre in un continuo dormiveglia. vicino a dei punx infatti i posti li ho scelti io :-) onde evitare la carrozza degli emoposeroni. all'arrivo al binario lo scontro con la realtà è atroce: la nostra situazione igienica è disastrosa. scatta la ricerca del cesso che è nascostissimo al punto che se avessi avuto la sciolta mi sarei di certo cagato addosso. dopo l'estenuante ordalia ci mettiamo in viaggio a piedi per recarci a sta Festa dell'Umidità. scusate la battuta vecchia come il mondo. è un continuo chiedere indicazioni (divertente l'accento dei bolognesi da subito oggetto di imitazioni) finchè non ci convinciamo i essere arrivati. "lì c'è il cartello con scritto fiera. quindi ci siamo". e invece no, siamo capitati al museo di arte moderna di Bologna, cazzo! ci consoliamo in un bar facendo colazione. poi di nuovo a piedi su sta cazzo di strada fino a quando non si arriva e ci si scialla davanti all'ingresso, su un praticello, tanto i cancelli sono chiusi e riposiamo lì per le successive due ore. oh, il mio fisico ha dei limiti, il debito di sonno è soverchiante. per fortuna siamo un duo dinamico e veg(etari)ano quindi ci facciamo coraggio degustando ottima frutta acquistata da un pakistano col banchetto di ortofrutta. io mi chiedo che cazzo ci faceva alla festa dell'Unità di Bologna un pakistano col banchetto di ortofrutta. probabilmente una manna mandata da Ian McKaye in aiuto di noialtri valorosi oldschooler europei. trascorsa l'attesa ristoratrice entriamo nell'area del concerto, perquisiti dalla polizia (!) e prendiamo posto sulla collinetta. batte il sole. ma quel che è peggio è l'avvicendarsi di gruppi di merda sul palco (accompagnati dalla nostra personalissima indifferenza) tra cui i concittadini Meganoidi. ora io dico: per quello che ho sentito mi hanno fatto cacare, almeno quando avevano fatto "Into the darkness, into the moda" erano un bel gruppo di idioti che faceva musica skacore per adolescenti. forse li apprezzavo di più perchè avevo 17 anni. forse. ma adesso è indubbia la loro inettitudine.

non sono riuscito a riconoscere un genere, alla fine della loro esibizione li ho etichettati come "almost trentenni con pretese indie rock". insomma, nemmeno divertenti. detto questo attendiamo con ansia l'arrivo dei Social Distortion. il passare delle ore è scandito da vari incontri più o meno insperati di amici tra cui l'eroico Colui maestro di html che ci salverà da sei ore allucinanti di treno di ritorno scarrozzandoci a casa in macchina (quindi grazie ancora), ogni tanto una porzione di patatine, commenti caustici sui fighetti che ci circondano (inspiegabile il fatto che i più fashion abbiano la maglietta dei Forty Winks... da fotografare!). in un momento di lucidità ci ricordiamo che sull'altro palco (eh si anche qui i palchi sono due) a quell'ora avrebbero suonato i PEAWEES e allora annamo! come al solito spaccano, anche se non fanno il mio genere. non ho un disco, non conosco una canzone ma li apprezzo lo stesso. sinceramente non so che dire in merito, sono più metallaro che rocker! alla fine della loro esibizione chi incontriamo? 3/4 di Downright e Alberto The Enemy. capeggiati da quello spostato di Marco Borga che ovviamente mi saluta violentemente con un sonoro e doloroso coppino. per una frazione di secondo medito la rappresaglia ma alla fine mi fa piacere vedere sta gente quindi riverso il mio disappunto in sonore bestemmie. facciamo subito gruppo e via di filato di nuovo verso l'altro palco per i tanto agognati SOCIAL DISTORTION. arriviamo che già vediamo sventolare il loro striscione appeso alla struttura del palco. rincuorante. la platea è composta da giovini punx ma anche da una vecchia guardia ben più attempata che, per niente inibita dalla vecchiaia, grida la sua gioia. eccoli che arrivano. Mike Ness e compagnia. stempiato ma veramente carico attacca subito a suonare, fra un pezzo e l'altro magari fa un discorsetto in cui tira fuori tutta la sua simpatia (sembra simpatico, non scherzo) e poi, chissà perchè cambia di continuo chitarra. mah. io sono stanchissimo, li ascolto e sono felice di farlo ma proprio non riesco ad agitarmi. e per fortuna che pogano solo pochi ardimentosi nelle prime file. dopo esserci goduti il concerto seguiamo il penoso teatrino di Skin seduti sulle panche del "ristorante" confortati dalle solite patatine fritte... a me Skin è piaciuta: si muoveva (e urlava) come Bruce Dickinson negli anni migliori (cioè 1983-84 all'epoca del Powerslave world tour, per capirci quello di Live after Death). a parte gli scherzi, per un attimo ho compatito Skin che doveva reggere il confronto con Mike Ness. Piccina. Abbiamo aspettato i Queens of the Stone Age, li abbiamo guardati per circa tre pezzi ma poi siamo stati sopraffatti dalla tentazione di andarcene in anticipo per evitare l'esodo verso l'altro palco per vedere i Bad Religion, e posare definitivamente il culo su una sedia (oggetto raro e prezioso dopo due giorni di festival all'aperto). involontariamente ci siamo visti un gruppo che faceva roba tipo... indie rock danzereccio direi... tutte le ragazze ballavano... carini (ma subito devo aver fatto commenti a dir poco drastici). comunque non il mio genere. finalmente gli artisti finiscono di suonare.

ma i BAD RELIGION si fanno aspettare, tanto. quando la gente non ce la fa più ad aspettare parte il coro da stadio: "c'aveeeeeteee roooottooooo il cazzooooooooooo" alchè Greg Graffin e soci mettono il naso fuori. il disappunto del pubblico muta in eccitazione e scattano gli applausi. i Bad Religion partono subito, tirati come pochi. Graffin è quasi completamente pelato ma in confronto a Fat Mike (che ha ancora tutti i capelli, e qualche anno di meno) non c'è paragone. canta si muove non si ferma mai, tant'è che riescono pure a fare cinque pezzi di fila... roba che dopo i quarant'anni riesce difficile e di certo ai NOFX, che ai 40 non sono ancora arrivati, non credo riuscirà mai più. visto che succede a drogarsi? quanto a me sono commosso. specialmente quando parte Modern Man che è il mio pezzo preferito. faccio di continuo foto. ma ne ho scartate un botto e, come vedrete, quelle rimaste non sono granchè. a fine concerto si vola in macchina, stanchi morti, i chilometri sono tanti, per fortuna un santo ci scorta.

BILANCIO FINALE: fare 2 giorni di concerti (di questo genere, festival grossi) rappresenta un grosso impegno fisico. ma ne è valsa la pena. i gruppi di spalla però, nella maggior parte dei casi fanno pena. per fortuna ci pensano gli headliners a metterci una pezza. se non l'avete ancora capito per me il titolo di "re punk rock della california" fra NOFX  e Bad Religion va a questi ultimi. dove cazzo lo trovate un professore universitario che canta?! forse anche Milo Aukerman lo è... infatti pure i Descendents spaccano (riduttivo per un gruppo simile). ok la smetto con l'aria fritta. continuando il bilancio: se vi recherete a un suddetto festival portatevi viveri (specie se siete veggie) fanno comodo. e non comprate il merchandise. le magliette dei Bad Religion costavano la bellezza di  € 20e quelle dei Social ancora peggio: € 25 (venticinque!). PORCACCIO DIO!