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| 29 ottobre 2005 Genova @ sala Carignano - The Evens + Geoff Farina | |
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+++ INTRO +++ tanto per cominciare bene diciamoci le cose come stanno: è stato uno dei più bei concerti a cui abbia mai assistito anche se non sarebbe vero dire che me l'aspettavo, insomma, va bene che suonava il caro vecchio Ian McKaye che sappiamo tutti chi sia (e chi non lo sa chiuda immediatamente questa pagina e vada a vedersi il catalogo Broke) però alla fine c'era la consapevolezza del fatto che non si sarebbe trattato di un concerto punk hardcore. sono tuttavia felice di essermi assolutamente sbagliato in quanto alla fine si è rivelato tale. certo, non a livello di sonorità ma sicuramente a livello di attitudine, non per niente stiamo parlando di Ian McKaye e compagnia mica dei primi quattro stronzi capitati qui per caso. quindi compatisco tanto chi non è venuto (vero Lorenzo? buh!). +++ FINE DELL'INTRO +++
dunque, la serata comincia dopo cena quando ci si ritrova tutti
in piazza De Ferrari, carichi come delle mine a causa di ciò che ci aspetta. il
gruppo di soci è insolitamente nutrito (per gli standard del punk hardcore
genovese, infatti molti vengono da fuori) e comprende volti noti come gli
Evolution So Far, Mayo, Disagio e altri meno noti come il sottoscritto o
addirittura vere e proprie eminenze grigie come uno dei boss di FDproject,
oscuramente conosciuto come Rudi. ovviamente in quanto indigeno vengo reclutato
per condurre la numerosa truppa punk a destinazione e il fallimento non è
accettato, pena il linciaggio. mi faccio coraggio (ehi sono un poeta) cercando
di ricordare (o indovinare?) un possibile tragitto e ci incamminiamo e bla bla
bla... per farla breve arriviamo a destinazione e mi salvo la vita. a mio avviso
la nostra calata sulla sala Carignano ha avuto una discreta connotazione epica
(o folkloristica a seconda dei punti di vista): ci guardano più o meno tutti i
presenti (si tratta di annoiati trenta/quarantenni in apparenza abbastanza
fighetti) come se fossimo degli animali... largo, arrivano i punks! il posto è
un teatro dai soffitti affrescati ricavato nei sotterranei di una chiesa. hmm,
concerto all'oratorio eh? dopo aver superato il primo disagio e salutato tutte
le facce conosciute è ora di sedersi (in comodissime poltrone come al cinema,
altro che centri sociali! w la borghesia! w la reazione!) che Geoff Farina già
si accinge a intrattenere la platea. questo bravo (nonpiù) giovine suona da solo
con la sua chitarra acustica e propone una roba tipo ballate (con sprechi di
arpeggi ovviamente) con tematiche squisitamente emo (ma con cervello, quindi
forse non si può definire emo!) saltuariamente mista a stacchi e scale di
chitarra tipicamente blues, il tutto condito dalla sua voce veramente
bellissima. avete presente la voce del cantante dei Pink Floyd? ecco, lui canta
anche meglio. bravo, bravo e ancora bravo! insomma come avrete dedotto in breve
chi ascolta ha tre possibilità: o si addormenta, o apprezza oscillando il capo o
infine si da a sdolcinatezze romantiche con il partner (tipo bacino, occhiatina,
carezza, insomma quella roba che hai concerti punk non si vede mai). unica nota
stonata è un tizio che chiameremo Individuo X: faccia da cazzo, pantaloni
bracaloni e giacca con su una stampa dei DRI. insomma, abbigliamento
discretamente buono ma comportamento da rompipalle patentato tipo punkabbestia
molesto. ecco, il nostro stronzesco amico pensa bene che sia il caso di rompere
il cazzo ai presenti. mentre Geoff suona lui parla con gli amici facendo un
casino estremo (lamentandosi della mancanza di movimento tra i presenti) tant'è
che una indierocker avanti negli anni lo riprende ripetutamente intimandogli il
silenzio. grazie al giusto intervento si hanno cinque minuti di quiete finchè
Individuo X non torna... con le birre. comincia a bere, molestare anche
fisicamente i presenti e starnazzare qualcosa di incomprensibile nei confronti
di Geoff Farina il quale non ci fa nemmeno caso impegnato com'è su quella
chitarra, finchè Geoff non finisce. a questo punto Individuo X scompare e per un
po' non si vede. grazie stronzo. avviene il cambio palco e arrivano Ian McKaye e
Amy Farina a prepararsi gli strumenti e sinceramente l'emozione è discreta:
trovarsi davanti uno che hai sempre visto per foto o video, di cui conosci la
voce, di cui conosci sprazzi di pensiero e con cui hai sempre voluto entrare in
contatto... beh, non so voi ma io ero abbastanza agitato :-) dopo una piccola
presentazione (hi everyone we are the Evens from Washington DC) i nostri eroi
cominciano subito a suonare: fanno una roba, per chi non li conoscesse ancora,
che di certo non è proprio definibile hardcore (ma come ho già detto, solo a
livello sonoro). la chitarra di Ian non è distorta ma è veloce, come lo è pure
la batteria di Amy (che tra l'altro è uno strumento, fisicamente parlando,
veramente minimale: un tom, rullante, cassa, charleston e ride), ogni tanto ci
mette un tempo dispari e ogni tanto canta pure lei o fa i cori. entrambi hanno
una voce molto bella, anche se di certo fra i due ho apprezzato di più la Farina
(voce da usignolo, non scherzo!). la cosa che ha fatto di questo concerto un
avvenimento veramente unico è stata sicuramente l'attitudine di sti ex ragazzi
(ma ragazzi dentro :-)) che non se la sono tirata per un cazzo manco a pagarli
(la prime parole che pronuncia Ian al microfono appena salito sul palco sono
scuse per la sua mancata conoscenza dell'italiano) e dopo ogni pezzo hanno
sempre cercato di intavolare un discorso con chi ascolta, per esempio Ian che
maledice la partita Sampdoria - Inter perchè, grazie ai tifosi che uscivano
dallo stadio, sono rimasti bloccati nel traffico per un'ora definendo il tutto
"football... it's a fucking madness!" oppure quando, sempre Ian, esprime lo
stupore che prova nel trovarsi a suonare in una sala ricavata nei sotterranei di
una chiesa facendo ovviamente ridere i presenti. insomma gli Evens hanno saputo
tenere il palco ma con grande spontaneità, e a mio avviso non c'era da
aspettarsi niente di meno. durante la serata i The Evens non faranno mancare
spunti politici perlopiù relativi alla situazione politica interna agli Stati
Uniti. emblematica la frase di Ian McKaye, a proposito dell'idiozia degli
yankees che hanno riportato al potere Bush: "if american people votes George W.
Bush, they deserve him, but the rest of the world does not." (se il popolo
americano vota Bush se lo merita, ma il resto del mondo no) ovviamente applausi
hanno accolto questo pensiero. a un certo punto del concerto Ian ed Amy si
interrompono, stupore generale, che starà mai succedendo?!
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la platea volge il suo sguardo nel punto dove stanno guardando i
The Evens e sapete chi si vede? ma certo, è il famigerato Individuo X a
catturare l'attenzione! Ian McKaye gli si rivolge con gentilezza
chiedendogli perchè sta parlando animatamente concludendo la frase con un
: "maybe we are bothering you?" (forse ti stiamo annoiando?) il che
sinceramente, nell'immediatezza mi è parso arrogante, ma Ian ridimensiona
subito aggiungendo: "se è così smettiamo di suonare perchè noi rispettiamo
tutti, e magari parliamo tutti insieme, sei il benvenuto". Individuo X,
nemmeno troppo imbarazzato, ribatte protestando per la mancanza di pogo,
distorsioni alle chitarre e/o casino in generale. non ho compreso molto
bene la risposta di Ian ma deve aver detto qualcosa tipo: "si è vero
quindi se non ti piace puoi uscire" (ma sempre con gentilezza) e a quel
punto scattano le proteste degli amici di Individuo X: "suonaaa! sei qui
per suonaareee!". Ian aggiunge qualcosa e poi lascia perdere attaccando
con un altro pezzo, alla fine del quale si scusa se è apparso
"controverso", giustificandosi in merito allo screzio con Individuo X; le
sue parole sono state: "i only wanted to talk with him to know what was
wrong... but now he's gone away!" (volevo solo parlagli per capire cosa
non andava... ma adesso se n'è andato!). Amy Farina aggiunge per
stemperare il clima: "do you think that guy is outside and he's slashing
our tires?" (pensate che quel ragazzo sia fuori e ci stia tagliando i
pneumatici?) risate generali e presto finisce tutto lì. prosegue
l'esibizione dell'eroico duo senza ulteriori intoppi e nella solita
splendida maniera: dialogo, dialogo, dialogo, ovvero abbattimento della
barriera gruppo - pubblico, come si dovrebbe fare in un qualsiasi concerto
hardcore. prima di attaccare con "mt. pleasant isn't" Ian se ne esce con
una sua teoria: "siccome siamo a un concerto punk rock dobbiamo cantare
tutti insieme". introduce il discorso spiegando che punk rock non è un
fatto di musica, vestiti o capelli (come molti hardcorers nostrani dicono,
ma chissà perchè siamo sempre invasi dai peggio posers della gioventù
odierna), quello è puro estetismo, ma l'argomento centrale è il
comportamento, l'attitudine. da qui Ian ritiene che per formare uno
spirito di amicizia si debba cantare. e ha ragione, io credo. ci insegna
il coro finale di "mt. pleasant isn't" che fa così: "the police will not
be excused, the police will not behave" e ce la mette tutta per tradurlo
in italiano... si mettono a suonare e alla fine avviene il coro e non so
quanto siamo più amici di prima ma di certo si respira una bella aria.
tristemente però volgiamo però perso la fine... ma la serata non è ancora
finita. deposta la chitarra Ian si mette a vendere il cd degli Evens
(suona e dopo si mette a fare banchetto! non per niente è il capo degli
hardcorers tutti :-)) e a prendersi strette di mano, complimenti, a posare
per le varie foto, a fare autografi... personalmente ho fatto una foto con
i The Evens (scusate se me ne vanto, potete darci un'occhiata qui sotto),
ho scambiato due chiacchiere e abbracciato un paio di volte Ian, ed è
stata una bella sensazione, anche se magari mi ha preso per gay :-) gli ho
anche estorto la disponibilità per un'intervista via email... a breve su
NLHC (cartacea ovviamente). la serata è ormai terminata, usciamo
emozionati e soddisfatti. per una volta non odio nessuno. incredibile. |
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