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ahò! sabato 12 novembre 2005,
trasferta a Torino, grande città industriale del nord di cui so poco o
addirittura niente, visitata una volta da bambino: mi ricordo la Mole Antonelliana, il museo egizio ma niente di più. il Piemonte è una regione con
cui ho legami di sangue, tuttavia la conosco molto poco! come i più
acuti avranno già dedotto questa è stata la mia prima volta ad El Paso. ed è
stato bello. arriviamo dopo un viaggio non difficoltoso ma nemmeno troppo
liscio: innanzitutto casino negli appuntamenti coi soci Evolution, poi tempo
veramente umido, come solo il basso Piemonte sa dare, nebbia in autostrada,
vetri perennemente appannati e un discreto freddo. insomma un'atmosfera
autunnale da caldarroste, funghi, stufa e piumone. proprio come quando andavo
dalla mia prozia, vicino a Ovada. ma questa è un'altra storia. la macchina però
è piena di compagni di viaggio (per una volta!) che allietano l'attraversamento
di Appennino e pianura con discorsi più o meno faceti. diamo un taglio alla mia
logorrea emo: arriviamo (ovviamente dopo aver sbagliato strada) a El Paso anche
grazie a mille infrazioni che ci permettono di districarci fra viali e
controviali torinesi. il posto è a dir poco caratteristico, per chi non lo
sapesse si tratta di una ex villa in stile liberty (probabilmente dei primi del
900) occupata e tenuta veramente bene tant'è vero che non sembra nemmeno di
stare in un centro sociale da quanto è curata! penso al riccone che se la fece
costruire: dite che se lo sarebbe aspettato che gli occupassero la casa? ahahah
ci godo! appena arriviamo è subito il momento di darsi da fare: questo è il
concerto di presentazione dello split Evolution So Far / Gargantha e quindi si
montano le copie (vedi immagine) si ringrazia una non meglio precisata skingirl
(Antonia?) per avermi aiutato con le etichette, sennò sarei ancora li a tentare
di staccarle. dopodichè scatta lo sciallo davanti al caminetto, in puro stile
autunnale. |
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ah, che piacere: pantofola core
is the way to go (vedi immagine). intanto faccio in tempo a conoscere e
scambiare due chiacchiere con i vulcanici Luca Dadadischi e Fabrizio
Mastello records (entrambi soci di coproduzione del 7") che confermano la
buona fama di cui godono nella "scena". si cena
(ottimamente, come del resto era stato promesso da un occupante) con: pasta al
radicchio e olive e di secondo frittata vegan di zucchine con contorno di
lenticchie e alla fine immancabile caffè. inutile dire che il piatto viene
spazzolato, complimenti al cuoco. segue una adeguata pausa per la digestione
durante la quale faccio un salto al "negozio" di libri e dischi del centro che è
veramente fornitissimo... tuttavia, causa mancanza di $, non riesco a comprare
niente dio demente. ho ancora tutto il tempo per montare la microdistro che è
pronta per inizio concerto, a mezzanotte circa (odio i concerti che cominciano
tardi, ma che ci vuoi fare? siamo in Italia). aprono gli TSUNAMI, nuovo gruppo
hc torinese dove milita il succitato Luca Dadadischi (chitarra). questi ragazzi
fanno un hardcore mezzo melodico e mezzo metallico, con doppio pedale ospite
frequente (il batterista ha la felpa di Sound of Perseverance dei Death,
grande!), voce sbraitata ma riff di chitarra per fortuna non troppo elaborati.
il tutto, mi pare di aver capito, con testi a tematica politica e sociale.
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comunque pollice in su anche se
non è (più) il mio genere. fra un pezzo e l'altro scattano le gags fra membri del gruppo che dimostrano di essere dei gran
compagnoni, come del resto è giusto che sia. ringraziamo Gesù bambino perchè
alla fine poi è morto. dopo una bella esibizione dei torinesi tocca ai quasi
conterranei EVOLUTION SO FAR. all'inizio sembrano quasi persone normali ma dal
secondo pezzo in poi non danno più segni di lucidità mentale. Germano si
distingue particolarmente in questo, oltre alle smorfie da ritardato,
che ovviamente cerco di immortalare, mi lancia una scarpa in fronte mentre cerco
di fargli un primo piano. il bello è che poi quando gli andrò a chiedere
spiegazioni del gesto manco si ricorderà... mah! Germano se mi odi dimmelo (facciadacazzochenonseialtro).
gli spezzini sparano un pezzo dopo l'altro e fra nuove e vecchie hit (presto un
video su MTV e un contratto su Columbia Sony) e con questo siamo arrivati a fine concerto...
si sta ancora un po' a indugiare e poi si scappa da Torino che al cuore non si
comanda.
CONSIDERAZIONI FINALI
Torino è una cesso di città (meno di Milano, forse) ma popolata da ottima gente.
devo dire che il sound della maggior parte delle band della zona è a mio avviso
troppo contaminato dal metal, insomma troppo tecnicismo, il che mi rende
difficoltoso l'approccio, ma non impossibile. alla fine apprezzo le band
torinesi. El Paso è un posto fantastico. non ci sono altre parole. peccato per
l'assenza di pogo.
inoltre: se viaggiate in autostrada con pioggia e nebbia moderate la velocità.
un buon caffè aiuta a superare i colpi di sonno. se siete stanchi fermatevi! non
rischiate! il fumo uccide. fine delle frasi fatte. mi raccomando se ne avete
l'occasione fate un salto a El Paso (e magari cercate anche di cenarci,
merita!). |
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