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nella
mia concezione di mondo perfetto non ci sono l'Eastpak Resistance Tour, il Vans
Warped Tour o l'Heineken Jammin Festival: molto meglio i festivaloni DIY come
questo, il DIY Yeah, ad opera della cricca Evolution So Far + altri di Spezia.
anche quest'anno ci siamo potuti godere a un prezzo del tutto ragionevole (4€,
impiegati in parte a favore degli indagati pisani) ben 10 gruppi di qualità.
rispetto all'anno scorso (il report del DIY Yeah 1 lo trovi
qui)
la principale differenza è stata lo spezzare il festival in due giornate. io mi
sono perso la prima (dicono che I Treni All' Alba siano stati commuoventi)
quindi vi parlerò della seconda. ah, se qualcuno se lo chiedesse sappia che
ovviamente il tempo è stato osceno (come del resto l'anno scorso): un fantastico
umido sfociato poi in pioggerellina fastidiosa. quanto al fest vero e proprio:
la prima parte delle danze è cominciata con un'oretta di ritardo rispetto
all'orario indicato sul flyer, ritardo che si ingrandirà trascinandosi fino alla
fine della serata che si concluderà ben dopo l'orario previsto delle 2 di notte.
aprono le danze i CONFLITTO, gruppo locale di cui mi aveva parlato da lungo
tempo un amico parente di qualche componente della bend. il cantante, un
giovane rossocapelluto, sale sul palco indossando una maglietta dei Einsturzende
Neubauten,
presagisco il peggio ma mi devo smentire: il suddetto ha il buon senso di non
contaminare il suo gruppo con discutibili tendenze musicali. a dispetto di tutto
questo non mi piacciono molto, fanno una roba
metallico-urlatainnonsoqualelinguaggio-mezzomelodica-doppiopedalata che stucca
abbastanza velocemente. seguono gli ormai consueti EPILESSIA (locali pure loro)
che, per inciso, hanno fatto uscire un demo carino. se per caso non gli abbiate
mai sentiti, sappiate che fanno una bella roba anni 80 in italiano che mi
ricorda abbastanza i Bloody Riot a livello di sonorità (i testi sono un po' più
tranquilli ma nemmeno tanto). è la volta dei RED CAR BURNS di non-so-dove,
gruppo emocore (credo, i testi non li so, ma mi pare di si) proveniente dalla
scuderia della ormai defunta NH-N records. contrariamente ad ogni previsione mi
piacciono, fanno una roba alla Hot Water Music che mi garba davvero. mi fanno
prendere bene anche perchè sembrano veramente dei bravi ragazzi che non se la
tirano mancoppèniente: niente magliette firmate, niente frangette del cazzo,
quindi cagateveli se vi interessa il genere. a questo punto io sto morendo di
fame e non ce la faccio più: per fortuna scatta la pausa cena prevista dalla
scaletta del concerto, ci rechiamo alla mensa (si, avete capito bene) del centro
e, porco dio manganellatore, scopriamo che la scelta veg(etari)ana è ben poco
varia: sgabei (pasta di pane fritta) e patatine fritte. nella succulenta
insalata di riso è stato aggiunto il tonno... perdipiù la coda per ottenere le
libagioni è chilometrica. unico fatto positivo: faccio la conoscenza di Fra
Slight e Davide Sumo/Summer League (un saluto a entrambi) cosa che mi permette,
come si suol dire, di farmela passare (con una conversazione di qualità). affamati si torna in sala pronti
per vedere i Seminole da Torino. appena salgono vedo la faccia del cantante che
non mi piace per niente (dateci un'occhiata pure voi), fa troppe mosse e
assomiglia a Piero Pelù. senza contare che non mi piacciono musicalmente eh...
quindi, in preda alla paura, eseguo il minimo sindacale in termini di foto e
schiodo alla volta del banchetto. dopo una meritata pausa trascorsa a fare l'emo
con la mia ragazza dietro il banchetto si torna in sala a vedere le AGATHA, un
gruppo (tutto di tipe) che conoscevo solo perchè MANGIANO LA MERDA! ste ragazze
fanno una bella roba posthardcore di scuola chiaramente Dischord (sia nei secoli
benedetta) con svarioni alla Black Flag. mi ha veramente fatto piacere vederle
per svariati motivi, ne elenco alcuni: la bassista ha un fantastico Rickenbacker
che rompe i culi e la batterista pesta come non ho mai visto fare da una
donzella (poi lei è una tipa tosta: sta coi piedi sul tavolo quando è seduta
dietro il banchetto, così si fa, c azzo). seguono i bolognesi SUMO che mi
piacciono e non me li voglio assolutamente perdere. loro, si sa, spaccano i culi
e così hanno fatto anche in questo caso. davvero, mi sono piaciuti così tanto
che non so cosa dire, mi pare naturale che debbano piacere a chiunque. la mia
vita decide di far sentire il suo peso proprio adesso e mi ritrovo in men che
non si dica abbioccato su una poltrona... così mi perderò i gettonatissimi
DISQUITED BY e gli spezzini ARMY OF ANGRY YOUTH (notare quanto sudore hanno
versato in nome della giusta causa del punk hardcore)... per loro solo una foto.
dopo un'ora di dormiveglia e un po' di conversazione con i diversi amici
affluiti volo a beccarmi i folli LAGHETTO da Bologna. la prima volta che li vidi fu un anno
fa alla Skaletta e mi fecero schioppare dal ridere, e stavolta non sono stati da
meno. la loro esibizione comincia con la consueta vestizione (il migliore in
questo caso rimane Tuono Pettinato, the fake guitarist) e con un discorso tutto
da ridere (si parlava di quote rosa nell'hc) da cui si svilupperanno le varie
gags fra un pezzo e l'altro che coinvolgeranno veramente i presenti... il
problema è che sono le 2.30 circa quando i bolognesi finiscono e non ce la
faccio più. diserto i Radiozero e ce ne torniamo a casa, ascoltando gli Alkaline
Trio. a dire il vero ho sonno anche adesso.
COL SENNO DI POI:
si, col senno di poi posso dire che: i gruppi bolognesi hanno fatto una gran
bella figura insieme agli Army Of Angry Youth (che però giocavano in casa), i
gestori del centro e/o gli organizzatori mica tanto per la questione
"dislocazione distro" e "ridotta scelta vegetariana" (niente di grave, ho solo
patito un po' la fame, mi fa bene), il fest mi sarebbe piaciuto di più se ci
fossero stati ancora più banchetti, sarebbe stato meglio evitare di suonare in
concomitanza col Fast Fest 4, ma che ci volete fare? il tempo gioca contro di
noi! |